BIO

Guido Volpi è nato a Siena nel 1982,

si è laureato all' Accademia Belle Arti di Bologna.
Il suo atelier è a Bologna.

La sua ricerca "archeologica", reale ed immaginaria, riguarda
antiche popolazioni, tradizioni, riti, simboli religiosi e natura.
Le tecniche principali sono il disegno, l'installazione, il tatuaggio.
Ha pubblicato cinque libri.

 

Tra le principali collaborazioni:
nel 2012 lavora per la domenica di Repubblica ;
disegna le locandine del tour 2014 di Vasco Brondi "Le luci della centrale elettrica";
nel 2015 ha lavorato con il critico d'arte John Berger ad un libro su Bologna;
nel 2017 in Svizzera , insieme all'artista Liliana Salone ha progettato e costruito un'installazione

di 10 metri di lunghezza, 4 di larghezza e 4 in altezza, ARKA project, su cui è stato fatto un libro.

 

 

TECNICA
 


 

Per quanto riguarda il disegno, lavoro principalmente con l’inchiostro ed a volte aggiungo delle matite e dell'acquerello.
Cerco le imprecisioni, le incertezze, l'istinto, qualcosa che mi appartine, che non ho imparato.


 

Spesso mi fisso su un soggetto, lo disegno più volte, da varie angolazioni, cerco di muoverlo, di conoscerlo,

se non basta, lo costruisco in tre dimensioni, uso soprattutto materiali di recupero che accumulo nel mio studio.

 


Il tatuaggio per me è un rito, un rituale, un' antica tradizione; il Sak Yant, il tatuaggio Thailandese mi ha indicato la strada.